giovedì 25 aprile 2013

SEMPRE SULLE CRITICHE CHE CI DOBBIAM SORBIRE

Perché se un bambino s'ammala, la colpa é, ovviamente, della madre, non del tempo che cambia ogni giorno, delle temperature che vanno su e giú come altalene, noooo! É la madre che fa ammalare il figlio...Certo, fa cosí comodo aver un bimbo piagnucoloso e attaccato come un koala durante tutto il giorno, che ora che sa parlare e ti chiede 20 cose in 10 minuti: da dargli, da fargli, da spiegargli...

Sempre sulle sciocchezze che si devono ascoltare quando si cresce un figlio, son quelle dirette dai nonni...tua madre, la nonna di tuo figlio, o tua suocera, se ce l'hai (per fortuna la mia ex"suocera" vive molto lontano e non la vedo dal 2011)ne sa sempre piú di te.

Spesso sembra una gara a chi sa farlo meglio! Comunque sia, tu, la madre, sbagli tutto, ovvio!! La nonna sa sempre cosa dargli da mangiare, cosa da bere, come farlo dormire....ma chissá perché quando son io presente il figliolo con lei non vuol mangiare, non vuol dormire, e, ovviamente, lei ti dice "quando é solo con me ste cose non le fa!". Neanche con me...ma tanto...

Alché torna la classica domanda che penso quasi tutte le madri si pongono ogni tanto: "ma é mio figlio che mi prende in giro o la nonna che le spara grosse?".

Mio figlio non fa la siesta da 3 mesi, arrivando cosí la sera stanco. Quelle poche volte che lo lascio alla nonna lui s'addormenta sul divano dopo mangiato. "Si é messo lui lí, e si é addormentato...povero, era cosí stanco..". Cabroncete de niño....com'è che con me la siesta manco a pregarti, e quando sei da tua nonna ti trovo addormentato sul divano? O io ti intrattengo cosí tanto che ti scordi di dormire, e quindi da tua nonna ti annoi e dormi per passar il tempo, o non so darmi altra spiegazione.

Comunque sia il mio figliolo quando é con me non sta fermo un attimo. Prendi oggi, siamo andati ad una festa di paese, ha corso, ha mangiato con voglia, ha giocato nel parco, ha camminato tanto, per ben 8 ore non é stato fermo. Appena l'ho messo in macchina é crollato, un'ora di strada, arrivati a casa l'ho cambiato e messo a letto, e lí ha ripreso a dormire.

E allora dimmi, Pupone, com'è che da tua nonna dopo 4 ore giá ti addormenti sul divano, mentre che con me neghi pure d'esser stanco?

lunedì 8 aprile 2013

QUOTIDIANITÁ

Da quando lavoro senza orari fissi, ossia mi arrangio con varie cosette, passo molto piú tempo con Pupone, e devo dire che questo ha giovato alla nostra relazione. Pupone non va all'asilo perché non ha ancora l'etá per andarci, visto che compie 3 anni a fine maggio. Solo chi nasce entro aprile puó iniziare prima.

Oltre a questo, la retta per il pre-asilo é cosí alta che io non me la posso permettere. E quindi mi devo arrangiare come posso, ossia lasciandolo a mia madre quando devo lavorare fuori casa. Poi dicono che le donne con figli non si posson permettere di lavorare...certo, se guadagni meno di quel che devi spendere per l'asilo o di una baby-sitter, voglio vedere cosa fai, soprattutto se sei una madre single!!

Nel mio ridente (si fa per dire) paesello non son previsti aiuti per madri single. Certo, puoi avere degli sconti all'asilo, ma solo dal secondo anno d'iscrizione...Non hai aiuti, non ci son liste di lavoro per noi madri che ci dobbiamo arrangiare. Almeno in questa provincia. Mi son dovuta rivolgere anche ai servizi sociali, per altri motivi, ma intanto che c'ero ho chiesto informazioni. Quel che mi é stato detto, mesi fa, é che porelli, ci son anche famiglie che non hanno i soldi per pagarsi la bolletta della luce. Ok, lo capisco, ma almeno loro hanno una casa dove vivere, io manco quella, visto che son ancora qui da mia nonna e assicuro non é che mi trovi nella situazione dell'allegra nonnina che ti ospita e ti aiuta. É come se non ci fosse, anzi, lasciam perdere che il discorso non é dei piú semplici...

E quindi, come fa una madre single ad andare avanti da sola? Ritengo che in altri luoghi forse ce la fa, qui, dove vivo io, no. Non posso accettare lavori a turni perché chi lascio Pupone la sera? Non posso lavorare come stagionale perché chi lascio Pupone per 4 mesi? Ho tante limitazioni.

La voce comune, in sto paese, é che gli aiuti ci sono, ma solo per stranieri. Siccome io ho vissuto come emigrante, non voglio crearmi pregiudizi inutili. Ma devo ammettere che loro ricevono aiuti che dovrebbero comunque spettare a tutti, senza discriminazioni.

La voce comune, ormai, é che quelli discriminati siamo noi italiani. Poi leggi che esce il nuovo bando Ater e i primi 100 alloggi son destinati agli stranieri. Che le rette per l'asilo per loro sembrano esser gratuite. Che hanno sconti e aiuti vari. Riporto tutto questo sempre per sentito dire, o per articoli di giornale.

Non voglio esser polemica, ma vorrei solo dir una cosa. In Spagna, e metto le mani avanti affermando che magari le cose son cambiate, che magari quel che ho vissuto io poteva esser un'eccezione, ma tanté é la mia esperienza, non ho mai notato particolari disparitá tra stranieri e autoctoni. Tutti con uguali diritti e doveri. Parlo per comunitari, quindi di ció che conosco, non voglio parlare di quel che non so.

Come tutti pagavo le mie tasse, facevo i documenti richiesti, ero in regola. Certo, all'asilo in Andalucia, privato, che c'erano solo quelli sotto i 3 anni, gli aiuti economici li davano a famiglie residenti con genitori che lavoravano e che avevano aiuti dai nonni. Un lista in cui il punteggio era dato da chi meno aveva bisogno d'aiuto. Ma comunque nella lista ci finivi lo stesso, anche se eri disoccupato e solo come un cane. E comunque un certo punteggio maggiore lo avevano le famiglie spagnole, per tutelare comunque chi li ci é nato e vissuto. Che poi non mi sembra tanto brutto, a dire il vero.

Ma che tu fossi nato li, o straniero, in fatto di disoccupazione si era tutti uguali, c'eran leggi e regole da rispettare, quelle seguivi e basta.

Poi qui mi dicono vai ai servizi sociali. Per cosa? Per sentirmi dire che c'è chi non paga la bolletta della luce ma lo vedi girare con cellulare ultima generazione e vestiti firmati? O per ascoltare, come l'anno scorso che quasi scoppiavo a piangere "ehhh, ma tu non hai ancora superato il trauma, vero?".
Ma dimmi te come supero il trauma di quasi 8 anni all'estero, torno in patria, come madre single, e nessuno mi tutela, e non mi riconoscono neanche gli anni lavorati all'estero e mi ritrovo, al giorno d'oggi, a 34 anni, con solo un mese e mezzo di lavoro con contratto...perché la Work Experience di 6 mesi non fa numero...perché lavorare con Vouchers non fa numero..perché anche se ci son liste d'attesa di lavoro per madri single se ne sbattono, e mi dicono "ahh guarda quel concorso, scade domani, magari t'interessa" e mi avvicino al bando di concorso e leggo che é per lavorare nei boschi, potature, operai forestali, ed io che non so neanche far crescere un fiore nel vaso e lavoro con pc, internet, lingue, marketing e turismo e mi chiedo se la tipa ha un'idea di quel che faccio io e di ció che ci sia scritto nel bando.

Oltre al fatto che nell'ufficio disoccupazione del ridente paese non é che parli privatamente dei fatti tuoi con gli impiegati, noooo, non sia mai, come in comune. Davanti a tutti spiattellando i fatti tuoi, che tutti sappiano che non sei sposata, che sei madre single, che ti devi arrangiare e che per far una carta d'identitá a tuo figlio ci hai messo solo un anno dovendo comunque ripetere all'impiegata e alle varie persone presenti nell'ufficio che non hai bisogno della firma del padre perché tuo figlio ha doppia nazionalitá, perché il padre vive in Spagna, perché di diritto lui ha la nazionalitá italiana, perché il padre sa che viviamo qui e c'è un documento che ho dato loro nel momento di richiesta di residenza per lui, dove si attesta che lui é a conoscenza di dove siamo...che poi voglio dire, dopo un anno e mezzo se avessi rapito mio figlio penso che mi avrebbero trovato, dico io...

Mah...io davanti a tutto questo son disgustata. E amareggiata. E mi fermo qui perché non voglio cadere nella volgaritá!

domenica 7 aprile 2013

RIFLESSIONI

Riflessioni dopo aver letto alcuni blog segnalati da Lucy, sui figli persi.

Spesso mi metto a pensare a quei "terribili" mesi avevo questo bimbo che non dormiva, ed io sola dovevo cavarmela ed andare avanti, senza dormire, senza la forza o il tempo per mangiare, pensando che era un incubo, quello della mancanza di sonno, che sembrava non finire. Quei mesi che guardavo il mio piccino che amavo ma anche non sopportavo perché piangeva sempre, e perché non riuscivo a trovar la maniera di risolvere il problema.

Come detto tempo fa, in post che ho cancellato da tempo, la pediatra spagnola (noi vivevamo in Andalucia) non mi faceva caso, io le ripetevo che la mancanza di sonno non era normale, che il bimbo era stanco, nervoso, sempre affamato e spesso ammalato..ma lei solo diceva che aveva problemi con il sonno, e basta, non mi dava soluzioni e non s'interessava a me, che ero ormai una donna sfinita.

Ovviamente, ed ora lo posso dire dopo tanto tempo, non so se chiedessi aiuto nel modo giusto, o se chi mi stava attorno non capisse che avevo veramente bisogno di aiuto. Forse non mi son rivolta alle persone giuste, forse ho avuto tutto il peso della situazione e non c'era altra maniera per andare avanti.

Quello che piú mi faceva arrabbiare, e lo dicevo spesso al mio ex, era che la stanchezza e la mancanza di sonno mi rendevano nervosa, irritabile, al limite della depressione, e non riuscivo a godermi quei giorni che passavano lenti, ma che in effetti correvano anche troppo veloci, per potermi vivere appieno quel bimbo che avevo generato.

Vedevo le altre madri stanche ma serene con i loro bebé, ed io mi chiedevo cosa ci fosse in me che non andava. Perché non ero cosí felice come sembravano esserlo loro? Perché quella felicitá durava cosí poco in me, e invece solo pensavo che non ce la facevo piú, che il peso che portavo era troppo?

Non incolpavo mio figlio, che non dormiva, incolpavo me che non ero capace di risolvere il suo problema, incolpavo il mio ex che non sembrava aiutarmi e capirmi, incolpavo tutti coloro che avevano a che fare con me e non mi chiedevano "ti serve aiuto?".

Ero sola. Terribilmente sola. E non so se si puó chiamare colpa, ma non ho trovato ció di cui avevo bisogno.

E come spesso succede, la stanchezza, la tristezza, e tutto il mix di quei sentimenti che provavo mi hanno portato a dover abbandonare tutto ció che avevo per poter riuscire a vivere serenamente questo figlio che ormai aveva 15 mesi e che io sentivo come un peso. Non lui, non la sua personcina, ma il fatto di sentirmi sola a crescerlo, a dover decidere su tutto. Si ammalava? Lo porto al pronto soccorso o prendo appuntamento dal pediatra e aspetto 2 giorni? L'istinto mi aiutava, andavo al pronto soccorso e lo curavano. Tante malattie una dietro l'altra, per fortuna non gravi, ma che si aggiungevano alla stanchezza che giá avevo dalla gravidanza. 20 mesi senza respiro, senza una notte di sonno, senza riposo. Mai.

Io immaginavo cosa avesse mio figlio, ma la pediatra spagnola non voleva aiutarmi a capire se avevo ragione. L'ha fatto un erborista in Italia, quando lui aveva 17 mesi. Ha confermato la mia teoria, e mi ha spiegato come curarlo. Intolleranza al lattosio, una cosa banale, stupida, ma che lo faceva ammalare sempre anche se grazie al fatto che era un gran mangione cresceva perfettamente. Con i suoi consigli e un drastico cambio di dieta in 6 mesi ho risolto il problema. Lui a 2 anni poteva mangiare di tutto senza aver mal di pancia costanti, senza svegliarsi la notte urlando, senza ammalarsi ogni mese.

La vita ha ripreso ad essere "bella". Ed io ci ho messo un anno per riprendermi fisicamente.

Quindi oggi, leggendo il dolore di chi ha perso un bimbo, i miei pensieri vanno a quel periodo in cui mi sentivo una madre terribile, che non riusciva a controllare la frustrazione, che non era in grado di sorridere tutti i giorni per quel dono che avevo ricevuto. Un figlio sano e vivo, che, a parte tutto, cresceva bene. E mi sentivo in colpa, una colpa che solo con il passare del tempo son riuscita a perdonare. Sia chiaro, non ho mai fatto del male a mio figlio, nei momenti peggiori solo piangevo davanti a lui che non dormiva, e da sola mi dicevo che non ero degna di avere un figlio, visto che non ero in grado di crescerlo serenamente.

Per fortuna, come detto, i bimbi non hanno pregiudizi, e non ricordano i visi tristi delle madri la mattina al risveglio, né si ricordano la madre che a bassa voce maledice l'ennesima nottata in bianco. Per fortuna non ricordano le litigate tra genitori. Per fortuna solo ricordano gli abbracci, i baci, i giochi e sanno perdonare i momenti tristi di chi gli sta vicino.

Peró penso anche che forse tanto male non ero, perché alla fine anche se ho dovuto sacrificare tanto di me son riuscita a migliorare. Il sacrificio, ovviamente, é aver lasciato tutto ció che avevo costruito in quei 7 anni di vita all'estero per tornare qui in Italia senza niente e ricominciare da...sotto zero. E non che ora la situazione sia tanto migliore, economicamente parlando, ma io almeno sono una madre decente, che non  piange piú, che non si colpevolizza per ogni piccola cosa che non sa fare bene, e che guardando mio figlio mi dico che di cose ne ho imparate, e da tempo, ormai, riesco a ringraziare per ogni attimo insieme a lui.

Perché ho avuto la fortuna di avere un figlio sano, bello, ai miei occhi perfetto, e ringrazio ogni giorno per questo.

E son questi i motivi che spesso mi portano a scrivere di quel che ci circonda, di quei problemi effimeri che si creano, come nei post precedenti. Perché dopo la mia esperienza io non vedo la mia quotidianeitá come la vedono gli altri. Perché se io non mi faccio problemi sull'educazione di mio figlio non capisco perché se la debbano fare gli altri.

Dopo un anno e mezzo dal ritorno in Italia ho, in parte, rifatto pace con me stessa e il mio passato. Non senza lacrime, purtroppo. Un percorso non facile ma che mi ha cambiato, e sempre spero di poter migliorare per quel bimbo che sto crescendo e che amo pazzamente. Mi porto ancora dietro i postumi di quei quasi due anni stancanti, ma che ora emergono solo quando sono sola, quando appunto mi siedo a pensare a come migliorare ancora questi "difetti" che mi son rimasti. E poco a poco spero di farcela.

venerdì 5 aprile 2013

IL BELLO DI AVERE FIGLI

Quando scrivi un blog, spesso, ti ritrovi con tanti pensieri in testa, e decidi di toglierti ció che non ti piace, spiattellando i problemi quotidiani, le avversitá, i fastidi, criticando e sfogandoti. Poche volte, anche con le migliori intenzioni, si scrivono le cose belle della vita.

Di blog di mamme che scrivono di notti disperate, litigate con nonni e suoceri, figli problematici, insomma, di mamme che scoppiano e si sentono incomprese, ce ne son molti. É normale, spesso fa bene leggere le proprie esperienze o i propri pensieri scritti da qualcuno che li vive.

Ma oggi voglio scrivere delle cose belle che portano i figli. Perché non si pensi che un figlio é un carico pesante e a gran dispendio di energie. Certo, le energie te le toglie, ma anche per farti divertire!

Mio figlio si sveglia la mattina parlottando, lo sento dal mio letto, ma me ne sto zitta, mi diverte ascoltarlo, e intanto me ne sto a letto quei 15 minuti in piú che fan sempre comodo! Mi raggiunge, mi dice "dormito tanto io", che non é che parli come un polacco, ma é che spesso costruisce la frase italiana seguendo la grammatica spagnola. Certo fa ridere, eehhh, che spesso lo prendo in giro! Comunque se ne viene da me, e dice "io anche sotto", quindi cerca di arrampicarsi ma si ricorda che si deve portare dietro almeno 5 macchinine, 2 camion, e forse il fazzoletto, e quindi avanti e indietro finché porta tutto, s'infila sotto le coperte, ti illude che voglia continuare a dormire, ma intanto si rigira a destra e sinistra. Bacio del buongiorno, vuoi far colazione? Siiii, mi grida. E comincia la giornata. Quando si sveglia dopo le 8 di mattina, soprattutto se non lo sveglio io, é di buon umore. Se lo sveglio io, magari alle 7, ha le palle girate, ma chi non le ha!

Pocoyo viene in mio aiuto, o Pingu, dipende da chi preferisce quel giorno, mentre io mi faccio la doccia e mi preparo. Poi per vestirlo...ebbe, quello dipende, corre in giro, lo acchiappo, faccio qualche minaccia (spengo Pocoyo!!), magari un'altra (butto tutte le macchine!) finché non si lascia cambiare. Poi si prepara la sua borsetta, ovvero una mia vecchia borsetta nera invicta, riempiendola di macchinine, quaderno e colori, e siam pronti per uscire. In una o due ore, sí, non si pensi che con un bimbo i ritmi son quelli di prima! A parte quando devo lavorare e in mezz'ora siam pronti per portarlo da mia madre.

Svegliarsi con lui, ora, é bello. Ci son stati mesi di notti insonni che il risveglio non era piacevole, ma quando un bimbo si sveglia e ti sorride, bisogna ammetterlo, anche se piove é come se ci fosse il sole!

Un bimbo non ha fretta, il che snerva quando tu ne hai, ma se non ci son impegni non aver fretta non é male. Ho imparato, grazie al Pupone, a far tante cose senza fretta. Camminare senza fretta, tanto mica abbiamo chi ci sgrida a casa! Mangiare senza fretta, guardare la tv, giocare, uscire, dormire, svegliarci, coccolarci senza fretta. Quando uno puó permetterselo é meglio far tutto al ritmo di un bambino. Che poi ti fa anche capire i suoi eventuali problemi, e lo aiuti ad imparare a mettersi le scarpe, a vestirsi, a fargli capire cosa vuoi che faccia.

Ho imparato ad aver pazienza, una dote che avevo perso da tempo, e che spero di aver sempre di piú. I bimbi han bisogno di pazienza, tanta, a volte infinita, ma t'insegnano che i problemi veri, nella vita, son ben altri.

T'insegnano che una casa pulita ed ordinata non serve sempre, che se c'è disordine il mondo non finisce. T'insegnano a fregartene di tante cose, spesso del tuo aspetto. Non nel senso di uscire trasandate, sia chiaro, ma del fatto che, soprattutto all'inizio, t'interessa riuscire a farti una doccia e uscire pulita, mentre prima perdevi tempo con capelli e trucco, e ti vedi comunque bella anche al naturale. T'insegnano la semplicitá.

Ti ricordano come ci si diverte giocando, cosa che non ti potevi permettere prima. E se hai fantasia ti ritrovi a costruire case di cartone per macchine (qui parlo di maschietti, ma é lo stesso se si ha una femmina), piste, parcheggi, stazioni di treni, e cucine. Fai quelle cose che magari i tuoi genitori non son riusciti a fare per te ma che avresti sempre voluto accadesse. Io volevo la casa di Barbie, mia madre ha sempre avuto fantasia, ma mica me l'ha costruita!! Lei mi faceva i vestiti per le bambole, io costruivo le case, ed ora piú di prima.

Inventi mondi fantastici, che duran magari 10 minuti,  perché da piccini si stufan subito di tutto, ma poi se ne ricordano. S'inventa che Pato e Pocoyo dormono nel suo letto per una settimana, mentre Elly (l'elefante) non puó perché é troppo grande, non ci sta nel suo lettino. S'inventa che c'è anche una foca a fargli compagnia.

E come vede un'ambulanza, un camion dei pompieri, una macchina della polizia urla uauauauaa e gli brillano gli occhi. Ti ritrovi in macchina, da sola, vedendo un'ambulanza passare e dirti "ohhh se Pupone fosse qui!"e quando lo vai a riprendere dalla nonna gli dici che hai visto 2 ambulanze e lui sgrana gli occhi invidioso!

Un figlio/a é una scoperta quotidiana. Ogni giorno conosci qualcosa di lui/lei, e ti piace pensare che solo tu lo conosci cosí bene. Sai che il suo colore favorito é il blu, che vuole una bici blu che gli hai promesso per il suo compleanno, sai quali sono le sue macchinine preferite, la fucsia e la blu, e il camion nero che gli hai comprato quando lui voleva l'ennesimo furgone blu della polizia.

Sai che adora la pizza, la cioccolata, le carote, le mele, il pane vecchio. Che ha le sue manie, i suoi appuntamenti, giá che il venerdí mattina si va al mercato come quando é con sua nonna. E conosce tutti i negozi del paese. E tutti lo conoscono!

Il meglio é che non hai bisogno di esser un'altra persona, di cercar d'esser migliore, di fargli vedere quel che non sei. Non é un innamorato, non una persona da conquistare. Un figlio/a é un esserino che hai amato subito ancora prima che nascesse e ti conosce per come sei. Appena sveglia con la faccia sconvolta da una nottata insonne, truccata e carina, arrabbiata, allegra, felice, con le lacrime, depressa, euforica. Lui/lei ti consoce per quel che sei veramente, ogni giorno, e non hai bisogno di far i salti mortali per piacergli. Sai che sta con te perché gli piace la tua compagnia, altrimenti, vista la sinceritá che hanno dentro, te lo direbbe senza pregiudizi. I bambini son sinceri, se non gli piace qualcosa lo esprimono senza pensarci. Ti dice che sei bella, e ci credi. Ti dice che sei il suo amore, e lo adori. Ti dice te quiero e piangeresti dall'emozione. Eppure ti sei arrabbiata con lui e l'hai sgridato, ma lui ti ama comunque, come tu ami lui comunque anche se ne ha combinata una grossa, ma non hai dubbi di quell'amore che senti per lui.

Tuo figlio non ha bisogno di conquistarti, lo ami da subito. Fa i capricci, ma passano, non é che smetti d'amarlo, ti irrita, ma non smetti di amarlo. Perché sai che non é un gioco di relazione, non é che se ti comporti sempre e solo bene lui ti amerá, tu lo amerai, sai che é un amore che sopporterá capricci, litigi, discussioni, ma non ti senti come in una relazione in cui l'equilibrio vacilla e devi sempre cercare una soluzione alternativa.

Un figlio si fa amare per le piccole cose. Non ti fa regali costosi, ti porta un fiore strappato in giardino, per poi togliertelo e buttarlo a terra, ma per te é un segno di affetto. Ti disegna qualcosa che non capirai, paragonandolo a Picasso, ma lo troverai piú bello di un Monet. Ti fará discorsi incomprensibli agli orecchi altrui ma che tu capisci benissimo.

Avrai segreti che condividerai con lui, quel pezzetto di cioccolata che non dirlo a nessuno che te l'ho dato, e poi lo racconta alla nonna appena apre la porta di casa sua. Ti ritrovi ad esser sua complice, amica, madre, compagna di giochi. Fino ad una certa etá sarai il suo mondo. Poi cresce, e magari gli diventi nemica, e magari ti dirá che tu non lo capisci e che ti odia. Ma sai che non é cosí. Anche tu avrai pensato non lo sopporto piú, ma chi me l'ha fatto fare, datemi una vacanza, io scappo. Ma sai che non é cosí. Che anche se hai la fortuna di farti una vacanza senza di lui, e ringrazi per questo dono, lo penserai costantemente, e non vedrai l'ora di riabbracciarlo, sapendo che é un dono.

Perché i figli non son facili da gestire, non son semplici, non vengono con un manuale, portano all'esasperazione, ti fanno sentir la persona, la madre peggiore del mondo per la tua inadeguatezza, per l'incapacitá, per le tante battaglie quotidiane. Ma quando impari, quando passano i giorni e ti crei quel mondo imperfetto ma felice in cui la mattina ti svegli e lui ti sorride, e la sera ti abbraccia e chiede la tua mano per dormire, quando ti dice che sei bella anche se quel giorno ti vedi mostruosa, e pensi alle rughe che ti son uscite, e che gli anni passano, ma lui ti ammira come fossi un supereroe....non ti chiedi piú come sará domani. Solamente vivi attimo per attimo sapendo che lui cresce e che lo abbraccerai sempre meno, che non potrai tenerlo per sempre in braccio perché fra un pó potrebbe farlo lui da tanto che cresce, che un giorno sará autonomo e non ti dará la mano per strada, né nasconderá il suo viso nel tuo petto davanti agli sconosciuti. Un giorno lui sará grande, uscirá da solo, e rimpiangerai quei giorni tormentati ma felici in cui era piccino e te lo stringevi e coccolavi quando ne avevi voglia.

Detto questo, non tutti i giorni son perfetti, ma a volte basta solo pensare che lo siano per veder le cose sotto altre prospettive. Ed io questo Pupone lo adoro anche quando mi fa perder la voce.

martedì 2 aprile 2013

CHE DIRE DELLA TATA?

Perché a volte guardo SOS TATA? Ecco, lo spiego, dopo i post precedenti. Inizialmente l'ho visto per prendere spunti. Dopo Santi Millan con i suoi cani, un programma che vedevo anni fa in Spagna, e che fanno anche qui, ovviamente.

Questo Santi Millan arrivava a casa dei padroni che raccontavano quanto il loro cane fosse ingestibile. Robe che davvero, non c'era soluzione. Ma lui come entrava in casa fissava il cane negli occhi e giá  questi lo adorava. Ascoltava il problema, e in 5 minuti lo risolveva, parlando sempre di energia e via dicendo. Ora, sei il padrone del cane, l'hai cresciuto per anni, e ti ritrovi che uno sconosciuto arriva e te lo educa in 5 minuti, Fai la figura del pirla, diciamolo! E il cane, che sembra beffarsi di te, segue gli ordini di Millan senza dire ni mu, e diventa il cane piú educato e servizievole del mondo, capace anche di portare le pantofole al padrone se questo gliele chiedesse.
Vorrei vedere cosa succede quando Millan se ne va dalla casa.

Arriva la Tata a casa, studia la situazione, in 2 minuti ha giá individuato i problemi e trovato la soluzione, ma per regole di copione ci fa assistere a due giorni di bambini impossibili, madri sull'orlo di una crisi isterica, padri praticamente assenti, nella maggioranza dei casi. Al terzo giorno detta le regole e i bimbi le accettano, con qualche protesta, ma nell'arco di 5 giorni son addomesticati e la pace in famiglia vien finalmente creata. Lacrimoni quando la tata se ne va.

Allora, bambini, spiegatemi perché se lo dice vostra madre non le fate caso, se lo dice la Tata allora va bene. No, perché se avete bisogno di una figura esterna che vi dica che non si corre in casa, che vostra madre ha sempre ragione, che dovete aver degli orari e dormire nei vostri letti, prendo uno sconosciuto qualsiasi che passa vicino a casa, gli insegno cosa deve dirvi, e il gioco é fatto!

Non é impossibile, dai! Mio figlio se gli dico di non urlare non mi fa caso, glielo dice uno sconosciuto e si azzittisce subito, vergognandosi e facendo la faccia di "io non lo sapevo"...

Anche con i nonni, che pretendono sempre di sapere quel che i bimbi devono fare. Per strada mio figlio con me corre, come fa il cane del resto, che neanche dopo aver attentamente seguito i consigli di Millan son riuscita ad ammaestrarlo, lei continua a tirar il guinzaglio come fosse un San Bernardo, ed invece é un mix di ratero mallorquin con non si sa bene che altro, dal peso di 10 kg, e non c'è verso di farla passeggiare. Energia, portamento, serietá, son io il capo branco...una pippa!! Il mio cane fa quel che vuole. Mio figlio pure. A detta di sua nonna Pupone cammina ordinato e tranquillo accanto a lei, che non puó fare sforzi, soprattutto ora che usa le stampelle dopo un'operazione al ginocchio. Se lo porta ovunque. Io esco con lui a piedi e per far la spesa al super a due km da casa ci ho messo un'ora e mezza. Lei nello stesso tempo é uscita di casa con lui, sempre a piedi, é andata in piazza, in ospedale, di nuovo in piazza a prendere il pane, ha fatto pure pausa caffé con le amiche e son tornati a casa.

Il pediatra Gonzalez, quello che ha scritto tanti libri su allattamento e vari e t'insegna come crescere tuo figlio in maniera naturale, dicendoti che anche il passeggino é antinaturale e che potresti anche portartelo in braccio per tutto il tempo che serve, a scapito di ernie e schiene doloranti, e che pure dice che l'asilo é innaturale, spiega che i bimbi sanno perfettamente che i nonnini non possono correre e reggere il loro ritmo e quindi vanno piano. E allora noi genitori che siamo? Che l'abbia avuto a 31 anni non signica che posso far la maratona ogni volta che usciamo insieme!! Anch'io ho i miei limiti, mica solo i nonni!! Eppure i bimbi lo capiscono...giá, sicuramente mio figlio capiva che avevo bisogno di far movimento e non avendo i soldi per la palestra o la piscina ha deciso di farmi mantenere in forma gratuitamente. Giustamente!

Torniamo alla Tata, le mie domande dopo aver visto qualche puntata non é sulla sua preparazione, anzi, direi che i consigli che da son utili. Con tanto di ottime spiegazioni. Il problema é ma come mai i genitori non son in grado di crescere i bambini? Com'é che nella maggior parte dei casi si vive nel caos totale, e i figli non accettano che i genitori ne sappiano piú di loro finché non glielo dice la Tata?

Stile, non vuoi mangiar ció che ti ho preparato per cena? Ok, la Tata dice che tanto per una sera non muore di fame. La bimba della tal famiglia si chiude in camera, le danno un biberon di latte prima che dorma, e la mattina dopo si sveglia scusandosi e si mangia tutto quel che la madre le propina. Finito il problema.

Pupone: non vuoi mangiare? Ok, in camera tua. Pianti, urla, scenate, isterismo...dopo mezz'ora torna, un boccone, niente, pianti, urla, di nuovo a letto...Un'ora e non reggo piú. Pigliati quel che vuoi che io giá mi vedo che magari anche crolli ma alle 23 ti svegli affamato come un lupo e pretendi pure la cena. Ed é successo, ed aveva cenato poco...quindi che faccio? Rischio di farmi la spaghettata di mezzanotte e mi rovino la nottata, perché lui mangia e riprende energia per almeno due ore, o gli do quel che vuole e mi faccio una bella dormita? Emmhhh....facciamo sti esperimenti a pranzo, che é meglio, vah! La sera é fatta per rilassarsi, visto che non ha dormito per 2 anni, adesso di una nottata in bianco non ne ho voglia.

Vince la Tata, io perdo, ma dormo.

Continuo a guardarla ogni tanto, ma solo perché...lo dico, perché certe volte ho voglia di tirarmi su di morale, e guardando certe famigliole ed i loro problemi io mi sento sollevata, non é poi sta tragedia se Pupone per una sera non accetta la cena che gli preparo, o fa qualche capriccio quando usciamo. Preferisco mantenermi in forma, cenare allegramente, e dormir la notte.

E il cane? Ecco, Millan non é riuscito ad infondermi buoni precetti, ma ora il cane ha 7 anni ed inizia ad esser stanco. Mangia, dorme, pure lei, e corre sempre meno. Alla fine basta aver pazienza, hehee!

lunedì 25 marzo 2013

SEMPRE SULLE MADRI

Non é che perché son madre allora devo per forza parlar di madri e figli, peró ovviamente essendo questa la mia vita, non posso parlar d'altro!

Oltre agli orari, che comunque chi mi conosce sa perfettamente che me ne frego e faccio di testa mia anche se ricevo "critiche", ci son altri aspetti della mia vita con Pupone che non piacciono agli altri. Ora, che piacciano o no ad un estraneo ti dici che non te ne importa niente. Se le persone a cui non piacciono son famigliari o amici, ecco, me ne importa poco ancora, ma non posso far a meno di dovermi sorbire i se e ma, ed i io fare cosí perché questo non si fa!

Pupone...allora, Pupone fra 2 mesi compie 3 anni. Porta ancora il pannolino, con suo sommo piacere. I ciucci li ha mollati 6 mesi fa, almeno quelli. Ha la r non ben definita. Non mangia carne, né pesce, anzi ultimamente la sua dieta si é ridotta al minimo degli ingredienti. Dorme la notte. Parla tanto. Ha energia da vendere. S'incazza facilmente. É nella fase (che poi spero sia nella fase sennó...) di voglio mamma a tutte le ore, sto solo con mami, lo fa mami per me e con me, son arrabbiato, urlo.

Ok, premesso questo, dopo la critica sugli orari mi sento sempre dire e ripetere che:
1 - tuo figlio dovrebbe iniziar a mangiar di tutto, e blablabla
Allora mio figlio mangiava tutto, dopo che verso i 18 mesi gli togli tutti i cibi con lattosio per quasi 6 mesi voglio vedere se ti rimangia gli stessi cibi che gli hai proibito per tanto tempo. Ora sta bene, beve pure latte, ho risolto l'intolleranza, ma forse ho danneggiato qualcos'altro! Ecco, ci vuol pazienza...tanta...e poi non conosco bambino che si tiri indietro ad hamburger e patatine, arriverá il momento! Intanto cammuffo certi cibi e ogni tanto lui non se ne accorge, hehee!

2- pannolino, ma come, ha ancora il pannolino, ma guarda che...
Che??? Che é meglio se lo lascio senza pannolino, in inverno, cosí mi ritrovo a dover lavare 4 o 5 paia di pantaloni e body a mano??? Che ho pure la fortuna di aver la moquette in camera e pure questa la dovrei pulire altrettante volte? Che urla se gli tolgo il pannolino? Allora, visto che i ciucci se li é rotti lui, tutti e due in 5 minuti, allora vado con la mia sicurezza che il pannolino non lo terrá a vita.

3- ma suo figlio non pronuncia bene la R (detto dalla pediatra francese con R moscia mentre gli insegnava come pronunciare Rrruspa)
Scusa, tu pediatra Francese con R moscia pretendi d'insegnare a mio figlio come pronunciare la R???? Ok, ho fatto presente a tale pediatra che la R comunque lui la sa pronunciare in due lingue, e non solo la R. Sempre tale pediatra mi ha tormentato perché lasciavo il ciuccio a Gabi, dopo 1 mese lui li rompeva di sua iniziativa e senza pressioni.
Ohhh, comunque, la R e la S non le pronunciavo per niente bene all'etá del Pupone, ed assicuro che non ho problemi con nessuna lettera.

4- non mangia carne? pesce? ma....!!!
Ufff....sapete che c'è??? Che ho le palle piene di rispondere. Ormai quando me lo chiedono dico che é vegetariano, scelta sua. Dico che gli do la libertá di scegliere giá da piccolo. Dico che é comunque sano, grande, forte (anche troppo visto che ieri stavo per cadere rovinosamente grazie a lui che mi spingeva...davanti a non so quanta gente...una figura...). Insomma, mio figlio é sano, sto inverno si é beccato solo due influenzine, si é ripreso bene, ed é energico. Imparerá a mangiar di tutto, ma io non ho piú voglia di stressarmi. Anche perché non son l'unica ad alimentarlo e quindi anche se prendo delle decisioni c'è qualche altra persona che poi fa di testa sua.

Detto questo, la gente nei miei confronti si schiera in due fazioni. Quelli che mi fanno i complimenti per la mia maniera di veder le cose e crescere mio figlio, senza farmi troppe paranoie, senza stressarmi troppo, senza fretta o quel che sia. E quella che mi da contro qualsiasi cosa faccia o decida di fare.

Giá é difficile essere madri, che quando hai a che fare con un bimbo come il mio non ti annoi mai e neanche hai voglia di serate fuori e di far baldoria. Una madre che ormai neanche si ricorda com'era la vita prima, e si chiede comunque perché dormiva 4 o 5 ore per notte quando invece aveva la possibilitá di dormirne 10..che spreco!!!

A parte questo, hehee, il difficile é esser madre con tutte le paranoie e le paure di far sempre il meglio, cercando di crescere un figlio nel migliore dei modi, ma dovendo star a sentire, sopportare e rispondere a tutte le critiche che arrivano ogni qual volta decidi di...

Giá....perché l'hai vestito cosí poco/tanto? Perché gli dai la cioccolata? (Giá, peccato che tu gli dai le caramelle, io preferisco dargli ciocciolata!) Perché tuo figlio é cosí maleducato? Perché non sai controllare tuo figlio? Perché tuo figlio corre? Perché perché perché....

Il meglio, sí, il meglio, arriva quando gli ALTRI assicurano che con loro TUO FIGLIO si é comportato BENISSSSIMO!!! Altro che con te, quando é con te é una iena, un mostro, un essere d'altro mondo...ma quando é con loro, e sottolineano quando é CON LORO E SENZA DI TE, TUO FIGLIO È ASSOLUTAMENTE ED INCREDIBILMENTE BRAVO, EDUCATO, TRANQUILLO.

SEMPRE.

QUANDO É SENZA DI TE.

Ecco, le prime volte che te lo dicono pensi a sto rompiscatole che si diverte, sembra, a farti passar per la madre peggiore del mondo, che quando siete con altre persone lui, la peste, ne combina tante che neanche l'immaginazione poteva arrivar a tanto. La peste diventa incontrollabile, Hulk in miniatura, e tu sei la madre che non ha polso per fermarlo e quindi non sei adatta ad educarlo. Hai creato un futuro hooligans.

Dopo inizi a pensare che ti prendano in giro gli altri e te lo raccontano per farti passar per la madre che non sa far niente.

Alla fine rispondo "eccheppalle" e neanche li ascolti, anzi, mentre loro stanno per proferir parola io ho giá detto scommetto che Pupone con te é stato bravissimo, il problema, come sempre, son io!

Arriva la sera, la notte. A nanna Pupone, tranquillo nel suo letto, me ne vado in un'altra stanza. Mi siedo, mi accendo una sigaretta, e penso che non é difficile crescere un figlio. Stancante, certo. Stressante, sí, perché non ti fermi quando vuoi, e lui non ha fretta quando ne hai tu.

Quello che logora una madre son queste scene!!! Quelle in cui tutti, nonni, amici, parenti, sconosciuti con o senza figli hanno una loro precisa opinione, che mai é d'accordo con la tua, e te la fan sapere ricordandoti che sei una madre inetta, incapace, e che il frutto dei tuoi miserabili sforzi é quel mostriciattolo incapace d'esser gestito.

Quel che fa girar le palle é che tale mostriciattolo, quando siete soli, é tenero, ubbidiente, tranquillo, e se ben intrattenuto da Pocoyo e macchinine riesce anche a lasciarti il tempo di leggerti un giornale. Ti lascia pure lavorar un'ora sul pc. Ti riempie di baci, ti dice che sei il suo amore, esce con te, fa capricci da normale bimbo di quasi 3 anni, ti diverte, si diverte, piange, ti farebbe piangere non fosse che é meglio trattener le lacrime soprattutto quando ti pesta per l'ennesiam volta il piede o ti colpisce la faccia con il giocattolo mentre ti fa vedere come vola bene...

Ed é in quelle sere seduta a rilassarmi, con la sigaretta accesa, che penso che son stufa, non di mio figlio, ma degli altri. Poi mi rilasso, dormo, mi sveglio e riparto per un'altra giornata...dove il "nemico" non é un bimbo scatenato ma le parole al vento.

venerdì 15 marzo 2013

GLI ORARI

Siamo in Italia da un anno e mezzo, e non c'è verso, per me, di abiutarmi agli orari italiani. Mi porto dietro quelli spagnoli e non me li tolgo di dosso.

In Spagna era abituata a lavori con orari a turni, quelli in aereoporto, orari da hotel, ma anche da uffici, che di lavori ne ho fatti nella mia vita e ancora me ne invento.

Ma la maggior parte prevedevano ritmi ben diversi a cui la gente che conosco qui usa. Ad esempio in aereoporto lavoravo 7 giorni dalle 7 alle 16, per cui mi alzavo alle 5.30 di mattina e quando tornavo, dopo aver fatto spesa e pulizie o quel che c'era da fare, andavo a dormire. Mi svegliavo alle 22 0 23, cenavo, e tornavo a dormire verso l'1 o le 2. Poi 5 giorni liberi e seguivano 7 giorni di turno dalle 19 alle...boh, dipendeva da ritardi o cancellazioni, comunque non finivo mai prima dell'1 di notte, il che significava tornar a casa e non andar a dormire fino alle 3, almeno. Perché l'adrenalina rimane in corpo. E di certo non mi svegliavo presto!!

Anche in hotel avevo orari assurdi, in cui peró iniziavo presto e finivo tardi. Insomma, ti abitui a questi ritmi e dopo tanti anni ti sembrano normali. Che vuoi che sia svegliarsi alle 11 di mattina se lavori fino alle 2 di notte? Che poi dove vivevo i supermercati erano aperti tutto il giorno, gli uffici chiudevano alle 14, e c'era sempre il tempo per far tutto.

Da quando poi é arrivato Gabi gli orari son per me un'utopia...certo, i bimbi han bisogno di orari fissi, e quindi anche se sto poraccio non dorme la notte lo sveglio alle 8, giusto? Cosí che nè io né lui siamo riposati e abbiam le palle girate tutto il giorno. 

Questo pretenderebbe mia madre, che sottolinea che anche quando non lavoro, e quindi non mi alzo alle 7 di mattina, devo comunque seguire gli orari ormai dati a Gabi. Quindi sveglia alle 7:30, riposino alle 14, a letto alle 21:30....eccome no!!

Da due settimane mi é finito il contratto di lavoro, faccio cosette extra, gli orari me li gestisco io, e niente inizia prima delle 10 di mattina. C'è anche da dire che siccome mia madre s'è operata ad una gamba ora Gabi non glielo posso lasciare tutti i giorni come prima, e quindi rimane con lei una o due mattine a settimana. 

Bene, il fatto é questo: visto che io son solita lavorar di notte, dopo che Gabi si é addormentato, e che prima dell'1 non vado mai a dormire, mi spiegate perché dovrei svegliare il Pupone alle 7 di mattina, se lui beatamente puó dormire fino alle 9 o anche 10??? 
Perché il Pupone non mi fa piú la siesta, dice mia madre, che spera ancora che lui se la dorma dalle 14 alle 17 come faceva nei mesi precedenti. Eccerto, le dico, cosí poi fino alle 22 é sveglio ed io non lavoro!

Ora, siamo sinceri, che Gabi si alzi tardi, salti la siesta, ma alle 21 giá dorme (non sempre, ma dai, mezz'ora piú non cambia) a me fa comodo! Perché mi piace dormire la mattina, perché mi piace prendermela comoda senza aver fretta, perché tanto quelle 2 ore di siesta ormai non son un problema, lui si guarda Pocoyo ed io riesco pure a lavorare se ho un'urgenza. Altrimenti usciamo e abbiamo un pó di vita sociale, cosa che prima non era possibile, visto che lui si sveglia il pomeriggio sempre con le palle girate e portarlo fuori era un'impresa...che poi dove vai d'inverno, al buio e al freddo alle 18??? Ecco...

E poi vorrei dire a mia madre, e a tutti quelli che condividono sto pensiero: fra qualche mese Pupone dovrá svegliarsi presto ogni santo giorno, ed io con lui, e se prende il ritmo suppongo che anche i fine settimana saranno mattinieri. Ha una vita intera per svegliarsi presto, e fra poco entrerá nell'ingranaggio...che male faccio se lo lascio dormire la mattina? Comunque sia, visto che Pupone sta sempre con me, son io che mi faccio il mazzo, ecco!!!

Tornando agli orari spagnoli, ribadisco, non si puó pretendere di cambiare le abitudini di quasi 8 anni di vita in pochi mesi...e magari son io che non le voglio cambiare e che quegli orari a me stan bene. Magari son io che ho trovato il ritmo giusto. E me ne frego se gli altri mi criticano, la vita é mia, e me la gestisco come voglio io.

E non solo sugli orari...anzi, ce ne sarebbero di cose da dire!